Il maresciallo Riccardo Bonn, morto precipitando nel torrente nel ‘97. Caso archiviato, “ma noi vogliamo la verità”

28 giu 2026

Manuela Bonn con un ritratto del fratello Riccardo morto la notte del 5 settembre 1997 in un torrente nella zona di Cortina d’Ampezzo
Voghera (Pavia) – Come muore il maresciallo dei carabinieri Riccardo Bonn? Una vita di trentadue anni viene tranciata la notte del 5 settembre 1997 in un torrente nella zona di Cortina d’Ampezzo. In forza con il grado di maresciallo capo al Nucleo radiomobile della Compagnia di Cortina, Bonn interviene per una frana che, dopo essersi staccata dal Monte Cristallo, si è abbattuta, al Passo Tre Croci, sul ponte del torrente Rudavoi, facendolo crollare. L’Alfa 75 precipita nel greto del corso d’acqua. Il sottufficiale muore per le fratture e soffocato dall’acqua e dal fango. Il carabiniere alla guida riesce a salvarsi, con lievi lesioni.
Riccardo Bonn era di Voghera. Era cresciuto in città e a Voghera abitano l’anziana madre Noemi e la sorella Manuela. Da anni le accompagnano una serie di domande. “Perché - chiede Manuela Bonn -, se i due operatori della centrale dicono di avere immediatamente bloccato l’auto, questa non si è fermata? Perché, se il conducente dichiara di avere tenuto una velocità molto moderata, anche a causa della foschia e della pioggia battente, l’auto non cade in verticale? Invece compie una specie di salto di una decina di metri e va a sbattere frontalmente contro uno dei massi che hanno causato il crollo del ponte. Perché non è stata effettuata una perizia sulla vettura? Perché non è stata eseguita l’autopsia su mio fratello ma solo l’ispezione cadaverica? L’autopsia era un obbligo per un incidente mortale con vittima un rappresentante dell’Arma”.
La Procura di Belluno e la Procura militare di Verona hanno archiviato il fascicolo per omicidio colposo aperto nei confronti del militare al volante della “gazzella”. Stesso destino per il fascicolo per omicidio con dolo eventuale aperto dalla Procura militare di Verona, interessata dalla procura generale della Corte militare di appello, che aveva avocato le indagini dopo un esposto del legale di Manuela Bonn. Manuela non si arrende. È assistita dall’avvocato Giulio Murano, cassazionista romano, esperto di diritto militare, e dal consulente Claudio Ghini, ex sottufficiale dei carabinieri, titolare di un’agenzia a Stradella. “Mio fratello è stato riconosciuto vittima del dovere. Viene ricordato con due cippi, uno a Voghera e l’altro a Cortina, nel luogo dove è morto. Chiedo giustizia. Chiedo verità. Chiedo se ci sono state responsabilità per la morte di mio fratello”.
La tragedia di Riccardo Bonn approderà nelle aule parlamentari. Stefania Ascari, deputata dei 5 Stelle, ha presentato una interrogazione con risposta scritta che è stata accettata dal ministro della Difesa.
Il Giorno




